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Caminito del Rey: storia, centro visitatori e come arrivare

Passerella in legno del Caminito del Rey sospesa sulla parete di roccia della gola del Gaitanejo, con il fiume Guadalhorce in basso

Il Caminito del Rey non è un museo nel senso classico, eppure chi lo percorre esce con la sensazione di aver attraversato un archivio a cielo aperto. Sotto le assi nuove si vedono ancora i resti della vecchia passerella, i binari, i canali in cemento, i supporti in ferro piantati nella roccia. È un pezzo di storia industriale appeso a cento metri dal fiume, dentro una delle gole più spettacolari della provincia di Málaga.

Qui provo a mettere in ordine quello che serve sapere prima di andare: da dove arriva questa passerella, cosa si vede lungo il percorso, come funzionano turni e biglietti e quale combinazione di treno e autobus conviene se si parte dalla città.

Una passerella nata per l'acqua

Il sentiero fu costruito all'inizio del Novecento dalla società che stava realizzando gli impianti idroelettrici della zona. Serviva agli operai e ai guardiani per spostarsi tra il salto d'acqua di Gaitanejo e quello di El Chorro, controllare il canale e trasportare materiali lungo pareti dove altrimenti non si poteva passare. Era, in sostanza, un camminamento di servizio.

Il nome arriva qualche anno dopo, quando il re Alfonso XIII venne a inaugurare la diga del Conde del Guadalhorce e percorse un tratto della passerella. Da allora per tutti divenne il "sentiero del re".

Abbandono e restauro

Per decenni la manutenzione fu scarsa. Il cemento si sbriciolò, interi tratti crollarono e il Caminito si guadagnò la fama di sentiero più pericoloso d'Europa, frequentato solo da arrampicatori con imbrago e corde. Dopo alcuni incidenti gravi l'accesso fu chiuso. Il restauro promosso dalla Diputación de Málaga ha costruito una nuova passerella in legno e acciaio poco sopra la vecchia, lasciando quella originale visibile come testimonianza. Con la riapertura il sentiero è diventato una visita regolata, con numero chiuso e regole precise.

La gola e quello che si vede lungo il percorso

Il tracciato attraversa due gole, il Desfiladero de Gaitanejo e il Desfiladero de los Gaitanes, separate da una valle più aperta. Le pareti calcaree scendono quasi verticali fino al Guadalhorce, che in alcuni punti scorre verde e lentissimo, in altri si stringe tra i massi. Sull'altro lato corre la linea ferroviaria Málaga-Córdoba, che entra ed esce dalle gallerie: vedere passare un treno a quell'altezza fa capire bene la scala del luogo.

Prima di prenotare conviene leggere una guida in italiano sul Caminito del Rey, che riassume accessi e regole aggiornate, e controllare le fasce orarie disponibili nella pagina con i biglietti per il Caminito del Rey. Nei fine settimana di primavera i turni migliori del Caminito del Rey si esauriscono con largo anticipo.

Spazi espositivi e centro di accoglienza

All'ingresso nord, vicino ad Ardales, c'è un'area di accoglienza con controllo dei biglietti, distribuzione dei caschi e un breve briefing di sicurezza. Lungo il percorso e nella zona di El Chorro si trovano pannelli e piccoli spazi interpretativi con fotografie d'epoca, schemi dell'impianto idroelettrico e notizie sulla geologia e sulla fauna della gola. Non aspettatevi un museo con vetrine: i veri reperti sono fuori, sulla parete. Chi lavora con le collezioni come me apprezzerà la scelta di non rimuovere la vecchia passerella. È un restauro che mostra il prima e il dopo nello stesso colpo d'occhio, cosa rara anche nei musei veri.

Come funziona la visita

Il percorso è a senso unico, da nord a sud. Si entra dalla zona di Ardales e si esce a El Chorro. In totale, contando i sentieri di avvicinamento, si camminano circa 7-8 chilometri, di cui una parte su passerella.

  • Turni orari: l'ingresso avviene in fasce prestabilite, e bisogna presentarsi al controllo entro l'orario indicato sul biglietto.
  • Casco obbligatorio: viene consegnato all'ingresso e restituito all'uscita.
  • Durata: in media tra le tre e le quattro ore, compresi gli avvicinamenti a piedi.
  • Bambini: esiste un'età minima per l'accesso; verificare sul sito ufficiale prima di prenotare con figli piccoli.
  • Prezzi: il biglietto base costa indicativamente tra i 10 e i 20 euro, con supplemento per la visita guidata; verificare sul sito ufficiale.

Non servono doti alpinistiche. La passerella è larga, protetta da ringhiere e senza tratti esposti in senso tecnico. Chi soffre molto di vertigini però deve saperlo: in diversi punti il vuoto sotto i piedi si vede attraverso le griglie. Il ponte sospeso finale, sopra la gola dei Gaitanes, è il momento in cui molti rallentano.

Arrivare da Málaga

Il Caminito si trova a circa un'ora di strada dalla città. Le opzioni principali sono tre.

In treno fino a El Chorro

Dalla stazione María Zambrano partono alcuni treni regionali al giorno per El Chorro, con un viaggio di circa 40 minuti. Le corse sono poche, quindi l'orario del treno va incrociato con quello del turno. Da El Chorro una navetta porta all'ingresso nord; alla fine del percorso si esce proprio vicino alla stazione, ed è la soluzione più comoda.

In autobus

In alcuni periodi esistono collegamenti in autobus da Málaga verso Ardales e l'ingresso del sentiero. Frequenza e giorni cambiano con la stagione: meglio controllare prima.

In auto

Chi guida può lasciare l'auto nei parcheggi vicino all'ingresso nord e, a fine giro, tornare con la navetta che collega El Chorro alla partenza. La navetta si paga a parte.

Stagione giusta e consigli pratici

Primavera e autunno sono i periodi migliori: temperature miti, luce bella e fiume ancora vivo. In estate la gola trattiene il caldo e nelle ore centrali la camminata diventa faticosa, quindi meglio i turni del mattino presto. In inverno il sentiero resta aperto ma pioggia e vento forte possono far chiudere il percorso per sicurezza. Di norma c'è un giorno di chiusura settimanale, spesso il lunedì: anche questo va verificato sul sito ufficiale.

Scarpe chiuse con una suola che faccia presa, acqua, cappello e una giacca leggera per le parti in ombra sono sufficienti. Bastoncini da trekking e borracce di vetro non sono una buona idea sulle passerelle. Lo zaino deve essere piccolo, perché in alcuni tratti si cammina in fila. Il mio consiglio, da persona che passa le giornate a guardare oggetti da vicino: fermatevi ogni tanto a osservare i resti della vecchia struttura sotto di voi. Raccontano più di qualsiasi pannello.